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lunedì 12 maggio 2008

che schifo!

Studio internazionale su sei metropoli. «Pm10 e Pm2.5 fuorilegge»
Smog in metrò, Milano da record
Ricerca choc: dentro i vagoni polveri fuorilegge. Più veleni che a Parigi e San Francisco. Atm: via al piano anti-inquinamento

Un dato ogni due minuti. I valori di Pm10 e Pm2.5, polveri sottili e sottilissime. Lo smog in tempo reale. Outdoor, fuori dalle stazioni. Indoor, sulle banchine. E nei carriages, le carrozze della metropolitana. Milano a confronto con Roma, Parigi, Barcellona, Stoccolma e San Francisco.
Risultato: «Solo a Milano si respira peggio sui treni che sulle banchine».
Cioè: il viaggio, sulle tre linee, è anche peggio dell'attesa. Un caso unico. Anomalo.

«Certo, potrebbe anche essere una coincidenza, è un dato che va avvalorato con osservazioni di lungo periodo», precisano i ricercatori. Ma l'indicazione resta: «In tutte le piattaforme e nei convogli si registrano concentrazioni elevatissime di particolato fine, superiori ai valori in superficie», dice Giovanni Invernizzi, allergologo e responsabile del laboratorio di ricerca ambientale della Società di medicina generale (Simg). Anche 100 microgrammi al metro cubo di Pm2.5 e 500 di Pm10. La soglia d'allarme è fissata a 25 e 50. Sopra fa male. Siamo dieci volte sopra.

I dati sono contenuti nella ricerca «Qualità dell'aria nelle piattaforme e nelle carrozze delle metropolitane di sei città principali». È stata realizzata da Simg in collaborazione con l'Università di Bordeaux e l'Inserm (il Cern francese), e sarà presentata al congresso Isee-Isea di Pasadena, California, a ottobre. Le concentrazioni sono state misurate con centraline portatili calibrate. In ogni metropoli, mezz'ora di analisi in strada, altrettanto nel mezzanino e nelle carrozze. Prendiamo il Pm10 di Milano: 163 microgrammi fuori, 257 sulla banchina e 326 nei treni. Altrove, le piattaforme sono più inquinate dei convogli. A Milano no. Nelle carrozze di Roma va sì peggio (328), ma si respira comunque meglio che sulla banchina (388). Dal Métro de Paris a San Francisco i livelli sono ovunque inferiori. È solo un astratto della ricerca, che dev'essere ancora completata. Ma basta per tirare le prime conclusioni. Anzitutto lo smog «molto più alto» nelle stazioni che in superficie. Poi i «rilevamenti miglioramenti della qualità dell'aria» nei treni di Barcellona, Stoccolma e San Francisco. E, infine, «l'esposizione di migliaia di utenti» ogni giorno «agli alti livelli di polveri» nel metrò di «importanti città europee». Milano in testa. Dice Invernizzi che «la preoccupazione è anche per l'esposizione a breve termine».

Bastano poche ore d'immersione, da un capolinea all'altro, «perché i cardiopatici abbiano reazioni negative e ripercussioni i cardiopatici e i pazienti con malattie respiratorie». Per non dire dei bambini. E che l'emergenza sia in carrozza lo dimostrano le analisi sui tratti scoperti della linea 2, da Cimiano a Gessate: «I livelli di Pm2.5 e Pm.10 si equilibrano con l'esterno». Lo smog scende le scale. S'infiltra nei condotti. S'incolla ai tunnel. Si accumula nelle stazioni. Lo hanno dimostrato un viaggio del Corriere e, di recente, un servizio delle Iene. Il Pd ha presentato un'interrogazione alla giunta regionale per «capire i motivi di questa situazione disastrosa» e invocare «subito l'installazione di filtri di depurazione dell'aria». La risposta di Atm è: «Facciamo misurazioni periodiche e i convogli sono puliti regolarmente». Detto questo, prepara un piano anti- inquinamento. Nove centraline di controllo delle polveri in altrettante stazioni e dati pubblicati sul sito Web. E ancora: sistemi di aria condizionata su tutti i treni entro il 2009 (il progetto revamping) e nuovi ventilatori sulle banchine. Che ne dice Invernizzi? «Iniziative meritorie. Certo, sarebbe importante affidare il monitoraggio a un ente esterno certificatore». Giusto per fugare ogni dubbio.

From CORRIERE.IT
Armando Stella
12 maggio 2008

venerdì 9 maggio 2008

ERA IERI

Era ieri ....

Il cellulare ce l'avevano solo i carabinieri.
L'amico citofonava e diceva:"Scendi?"
Il ghiacciolo a cento lire.
Si giocava a Mondo disegnato col gesso.
Happy Days all'ora di cena.
Con le ragazze a vedere Il Tempo delle Mele.
Mille lire in tasca ed ero ricco.
I bigliettini in classe.
Gli adulti di trent'anni erano vecchi.
Ci alzavamo quando entrava la maestra.
Nevicava tutti gli inverni.
D'estate potevi uscire dopo cena.
Il massimo della trasgressione:in due sul Garelli.
Le pannocchie rubate e abbrustolite sul fuoco.
Pomeriggi d'estate e strade deserte.
Le biglie,l'arco e la fionda.
Il rituale della partenza per le vacanze.
La Simca 1000 di mio padre col portapacchi.
La FIAT 131 era un'auto di lusso.
La Saltafoss se sei promosso.
Il peggio del peggio:la nota sul registro.
La mamma ti chiamava per la merenda.
E sapeva sempre dov'eri.
E sapeva sempre cosa facevi.
Sembra ieri.

..ho dei problemiii



giovedì 10 aprile 2008

A scuola di felicità

tratto da: LIFEGATE punto IT
A scuola di felicità

Intervista a Christian Boiron per conoscere più da vicino le ragioni del suo successo nel lavoro e nella vita in generale


Farmacista, scrittore, filosofo e imprenditore. Quale di queste qualifiche preferisce?

Marinaio forse... non importa, sono un uomo moderno. In questi tempi abbiamo la possibilità di fare molte cose, io personalmente ho avuto la fortuna di avere le capacità fisiche, psichiche, mentali e anche una famiglia agiata che sicuramente ha favorito e facilitato il mio percorso, a partire dall'azienda che seguo ormai da parecchi anni. Mi piace fare l'imprenditore e lavorare nel settore dell'omeopatia: per me è come una sfida. E poi quando posso fare un po' l'artista creo la mia vita ogni giorno, in modo diverso.

Lei ha scritto un libro: "Le ragioni delle felicità", ci può spiegare cosa intende per felicità?
Ogni persona che parla di felicità generalmente ha un'idea diversa di cosa sia la felicità. Per me la felicità è la sensazione che abbiamo quando ascoltiamo abbastanza la nostra realtà interiore, il nostro essere profondo e quando non sottostiamo a troppi condizionamenti psichici che inevitabilmente inibiscono la libera espressione di questo essere profondo che ci appartiene. La felicità si riconosce come un leggero ottimismo incondizionato, non importa essere in buona salute, ricchi o con potere, ecc... ciò che conta è sapere se accettiamo la nostra realtà così com'è, non come vorremmo che fosse.

Cosa possiamo fare noi, quali sono i suggerimenti per avvicinarci alla felicità?
La prima cosa è capire che la felicità non è un obiettivo in sé, ma una norma dettata da un bisogno fisiologico proprio dell'uomo, quindi ottenere la felicità è come soddisfare uno stato fisiologico di base, lo stesso che ci porta a dormire per stare bene... cerchiamo dunque la felicità!
Secondo passo è capire come nasce l'infelicità, mascherata dall'aggressività, ansietà, depressione che si manifestano nella nostra vita quando non ci accettiamo così come siamo. Capire questo meccanismo è importante.

Dopo ci sono alcuni semplici esercizi di consapevolezza del sè:

Silenzio. Il nostro essere profondo si esprime quando facciamo un po' di silenzio, quando senza far niente ascoltiamo la nostra profondità ed entriamo in contatto con noi stessi. Solamente dieci minuti al giorno possono bastare.
Esercizi cognitivi. Per esempio rivedere il significato di parole-concetti cardini della nostra vita. Che cosa pensiamo della guerra, politica, amore, amicizia, ecc...? Quali di questi pensieri subiscono il condizionamento della società, famiglia e quali vengono realmente dalla nostra parte profonda, dalla nostra intelligenza pura?
Più prendiamo consapevolezza dei nostri pensieri profondi sulla vita e più diventiamo felici. (15 minuti ogni giorno).
Inventare la vita, la musica... non riprodurre! Riproduciamo troppo, i comportamenti di tutti i tipi in tutti i campi: in politica, in azienda, in vita, nella nostra relazione con i nostri congiunti... proviamo invece a creare i nostri comportamenti autonomamente... la sensazione è di libertà straordinaria!

Un messaggio per tutti per avvicinarsi alla felicità?
La felicità primo è necessaria, secondo è accessibile a chiunque perchè legata alla ricerca dell'autenticità, dell'espressione dell'essere profondo che ognuno possiede. Una ricerca che presuppone una consapevolezza: la felicità è contagiosa.

Christian Boiron è felice?
Non posso dire di essere felice perchè la felicità è un cammino... non siamo mai totalmente felici, ma possiamo esserlo sempre di più. E' così che provo a vivere e cercando ogni giorno ascoltarmi un pò meglio, nel rispetto della mia profonda specificità per non riprodurre comportamenti dettati da condizionamenti esterni. Facile da dirsi... cadiamo sempre nelle stesse trappole, anche se conosciamo il sistema, forse cadiamo un pò meno, ma cadiamo sempre...
Io faccio alcuni esercizi: la prima cosa della giornata è respirare, ritrovo il mio respiro, il mio corpo fisico e mi abbandono ad esso con la meditazione.

Qual'è la popolazione più felice?
L'Italia, certo. A dire il vero non lo so.
Ho visto tanti Paesi, la felicità non ha a che fare con il denaro, sento (si sente, non si misura) persone che sono felici anche nella povertà e nella malattia. Penso che in Italia ci sia il virus della gioia. Vedo molte persone con un bel sorriso con un'apertura straordinaria, forse è la terra giusta per far sviluppare la felicità, quella vera.


Sonia Tarantola

x maggiori info: vu vu vu LIFEGATE punto IT

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mercoledì 9 aprile 2008

Oggi sono molto triste e depresso

venerdì 28 marzo 2008

L'auto ad aria: EOLO CAR

L'auto ad aria è... volata via!!!

Eolo, la vettura che avrebbe fatto a meno della benzina è stata fatta sparire. Perché?


VIVAMO IN UN MONDO DOVE CI VOGLIONO FAR CREDERE CHE IL PETROLIO E' IMPORTANTE QUANTO L'ACQUA
QUESTA DEVE DAVVERO FARE IL GIRO DEL MONDO!

Guy Negre, ingegnere progettista di motori per Formula 1, che ha lavorato alla Williams per diversi anni, nel 2001 presentava al Motorshow di Bologna una macchina rivoluzionaria: la "Eolo" (questo il nome originario dato al modello), era una vettura con motore ad aria compressa, costruita interamente in alluminio tubolare,fibra di canapa e resina, leggerissima ed ultraresistente.

Capace di fare 100 Km con 0,77 euro, poteva raggiungere una velocità di110 Km/h e funzionare per più di 10 ore consecutive nell'uso urbano.
Allo scarico usciva solo aria, ad una temperatura di circa -20°, che veniva utilizzata d'estate per l'impianto di condizionamento.
Collegando Eolo ad una normale presa di corrente, nel giro di circa 6 ore il compressore presente all'interno dell'auto riempiva le bombole di aria compressa, che veniva utilizzata poi per il suo funzionamento.
Non essendoci camera di scoppio né sollecitazioni termiche o meccaniche la manutenzione era praticamente nulla, paragonabile a quella di una bicicletta.

Il prezzo al pubblico doveva essere di circa 18 milioni delle vecchie lire, nel suo allestimento più semplice.

Qualcuno l'ha mai vista in Tv?

Al Motorshow fece un grande scalpore, tanto che il sito www.eoloauto.it venne subissato di richieste di prenotazione: chi vi scrive fu uno dei tanti a mettersi in lista d'attesa, lo stabilimento era in costruzione, la produzione doveva partire all'inizio del 2002: si trattava di pazientare ancora pochi mesi per essere finalmente liberi dalla schiavitù della benzina, dai rincari continui, dalla puzza insopportabile, dalla sporcizia, dai costi di manutenzione, da tutto un sistema interamente basato sull'autodistruzione di tutti per il profitto di pochi.

Insomma l'attesa era grande, tutto sembrava essere pronto, eppure stranamente da un certo momento in poi non si hanno più notizie.

Il sito scompare, tanto che ancora oggi l'indirizzo www.eoloauto.it risulta essere in vendita.

Questa vettura rivoluzionaria, che, senza aspettare 20 anni per l'idrogeno (che costerà alla fine quanto la benzina e ce lo venderanno sempre le stesse compagnie) avrebbe risolto OGGI un sacco di problemi, scompare senza lasciare traccia.
A dire il vero una traccia la lascia, e nemmeno tanto piccola: la traccia è nella testa di tutte le persone che hanno visto, hanno passato parola,hanno usato Internet per far circolare informazioni.

Tant'è che anche oggi, se scrivete su Google la parola "Eolo", nella prima pagina dei risultati trovate diversi riferimenti a questa strana storia.

Come stanno oggi le cose, previsioni ed approfondimenti. Il progettista di questo motore rivoluzionario ha stranamente la bocca cucita, quando gli si chiede il perché di questi ritardi continui. I 90 dipendenti assunti in Italia dallo stabilimento produttivo sono attualmente in cassa integrazione senza aver mai costruito neanche un'auto.
I dirigenti di Eolo Auto Italia rimandano l'inizio della produzione a data da destinarsi, di anno in anno.

Quali considerazioni si possono fare su questa deprimente vicenda? Certamente viene da pensare che le gigantesche corporazioni del petrolio non vogliano un mezzo che renda gli uomini indipendenti.

La benzina oggi, l'idrogeno domani, sono comunque entrambi guinzagli molto ben progettati.
Una macchina che non abbia quasi bisogno di tagliandi nè di cambi olio,che sia semplice e fatta per durare e che consumi soltanto energia elettrica, non fa guadagnare abbastanza. Quindi deve essere eliminata, nascosta insieme a chissà cos'altro in quei cassetti di cui parlava Beppe Grillo tanti anni fa, nelle scrivanie di qualche ragioniere della Fiat o della Esso, dove non possa far danno ed intaccare la grossa torta che fa grufolare di gioia le grandi compagnie del petrolio e le case costruttrici, senza che "l'informazione" ufficiale dica mai nulla, presa com'è a scodinzolare mentre divora le briciole sotto al tavolo....
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Questo è quanto, la cosa fa molto riflettere e credo sia importante che + persone possibili sappiano la realtà dei fatti e come le cose vengano ormai troppo spesso insabbiate!!!!!

maledetti....